Perché conta
Secure Boot protegge ciò che parte, ma non i dati su un disco rimosso. Un laptop rubato, un disco dismesso senza wipe, una VM copiata dal datastore: in tutti questi casi, se il disco è in chiaro, i dati sono regalati — password, chiavi, database, tutto. La cifratura a riposo è la rete di sicurezza finale: se qualcuno ottiene il supporto fisico, trova rumore invece di informazioni. Su Linux lo standard è LUKS.
Come funziona LUKS (cifratura a busta)
LUKS non cifra i dati direttamente con la tua passphrase. Usa una master key casuale per cifrare il volume, e la master key è a sua volta cifrata dalla passphrase (o da una keyfile) in uno degli otto key slot. Questo disaccoppiamento ha due vantaggi concreti: puoi cambiare la passphrase senza ri-cifrare il disco (cambi solo lo slot), e puoi avere più passphrase/chiavi valide (slot diversi) per lo stesso volume.
flowchart LR
PP[Passphrase] -->|sblocca| SLOT[Key slot]
SLOT -->|decifra| MK[Master key]
MK -->|cifra/decifra| DATA[(Dati sul disco)]
style MK fill:#fde2e4,stroke:#e63946
Creare e aprire un volume
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Gestire le chiavi
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Poter revocare uno slot è l’interruttore d’emergenza: se una chiave trapela, la elimini senza toccare i dati.
Montaggio automatico al boot
Perché un volume LUKS si apra all’avvio, si dichiara in /etc/crypttab e lo si monta da /etc/fstab:
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Nota le opzioni nosuid,nodev del capitolo sui permessi speciali: valgono anche qui.
Cosa protegge e cosa no
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LUKS difende dal furto del supporto, non dalla compromissione del sistema in esecuzione — per quello servono tutti gli altri capitoli. È complementare, non sostitutivo.
Conclusione
LUKS rende illeggibile il disco a riposo, con cifratura a busta che permette di cambiare e revocare le chiavi senza ri-cifrare: la protezione giusta contro furto e dismissione del supporto. Torniamo ora al sistema in esecuzione e a un tema di privilegi: superare il modello root-tutto-o-niente con un controllo più fine, le capabilities, prossimo capitolo.