Perché conta
Ogni capitolo finora ha prodotto traffico: ARP falsi, scan, query DNS avvelenate, SYN flood. Un file di cattura — un pcap — li contiene tutti, byte per byte. Saper leggere un pcap è l’abilità che chiude il cerchio: è così che dopo un incidente si ricostruisce cosa è successo, ed è il modo migliore per capire davvero i protocolli, vedendoli al lavoro invece che descritti.
Wireshark è lo strumento grafico; tshark è la sua versione da riga di comando, utile nel lab e
negli script. Tutte le catture di questo capitolo si producono nel lab containerlab rifacendo gli
attacchi dei capitoli precedenti.
Un metodo, non clic a caso
Aprire un pcap da 200.000 pacchetti e scorrere a caso non porta da nessuna parte. Il metodo è sempre lo stesso, dal generale al particolare:
flowchart TD
A["1. Panoramica<br/>Statistics > Protocol Hierarchy"] --> B["2. Chi parla con chi<br/>Statistics > Conversations"]
B --> C["3. Isola con un display filter<br/>riduci a ciò che conta"]
C --> D["4. Segui il flusso<br/>Follow TCP/UDP Stream"]
D --> E["5. Conclusione<br/>cosa è successo, con prove"]
- Protocol Hierarchy dice di che traffico è fatto la cattura: tanto ARP? un picco di DNS? È la prima anomalia da cercare.
- Conversations elenca le coppie di host e quanto traffico scambiano: un host che parla con tutti gli altri è sospetto.
- I display filter riducono il rumore. Sono la vera competenza di Wireshark.
- Follow Stream ricostruisce una conversazione intera come la vedrebbe un’applicazione.
Filtri di cattura e filtri di visualizzazione
Due sistemi diversi, spesso confusi:
- Capture filter (sintassi BPF, come tcpdump): decide cosa registrare. Applicato prima,
non si può disfare. Es.
host 10.0.0.10. - Display filter (sintassi Wireshark): decide cosa mostrare di ciò che è già catturato.
Si cambia a piacere. Es.
ip.addr == 10.0.0.10 && tcp.flags.syn == 1.
Si cattura largo e si filtra stretto: meglio avere tutto e nascondere, che scoprire dopo di non aver registrato il pacchetto che serviva.
Ritrovare gli attacchi della serie
ARP spoofing (capitolo 02)
Wireshark ha un rilevatore integrato. Il segno è lo stesso MAC che si annuncia per due IP diversi, o un IP che cambia MAC:
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Nel pannello “Expert Information” compare l’avviso duplicate IP address configured: è l’ARP
spoofing visto dall’analizzatore. In tshark:
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Port scan SYN (capitoli 04-05)
Un singolo host che invia tanti SYN a porte diverse senza completare gli handshake:
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In Conversations si vede un host con centinaia di connessioni, ognuna di pochi pacchetti: lo schema dello scan.
DNS poisoning (capitolo 07)
Due risposte per la stessa query con IP diversi, o una risposta che arriva prima della domanda al server reale:
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Confrontare l’IP nella risposta con quello atteso rivela la falsificazione.
tshark nel lab
tshark rende l’analisi riproducibile e scriptabile. Esempi utili:
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Un caso completo
Mettiamo insieme il metodo su una cattura prodotta nel lab durante un ARP spoofing:
- Protocol Hierarchy: una quota di ARP molto più alta del normale. Sospetto.
- Conversations / ARP: un MAC (l’attaccante) invia reply per due IP, il gateway e la vittima.
- Filtro
arp.opcode == 2: si vedono le reply non richieste, ripetute ogni paio di secondi. - Follow Stream su una connessione TCP della vittima: i pacchetti passano fisicamente dal MAC dell’attaccante, pur essendo indirizzati al gateway.
- Conclusione: ARP spoofing in corso dall’host con quel MAC, con prova nei pacchetti e negli orari.
Lab
- Nel lab, avviate una cattura (
tshark -i <switch-port> -w caso.pcap) e lanciate uno degli attacchi dei capitoli 02, 04 o 07. - Fermate la cattura e apritela in Wireshark.
- Applicate il metodo in cinque passi e scrivete una conclusione in tre righe: chi, cosa, con quale prova.
- Rifatelo per un secondo attacco, senza sapere in anticipo quale: alleno il riconoscimento.
Domanda: in una cattura fatta su una porta normale dello switch, perché potreste non vedere il traffico tra altri due host?
Perché uno switch, a differenza di un hub, inoltra i frame solo alla porta del destinatario: sulla vostra porta arriva solo il vostro traffico (più broadcast e multicast). Per catturare il traffico di altri host serve una porta mirror (SPAN) configurata sullo switch, che copia il traffico di altre porte verso la vostra. È lo stesso motivo per cui l'IDS del capitolo 05 in modalità passiva ha bisogno di una porta mirror. Paradossalmente, durante un MAC flooding riuscito (capitolo 02) vedreste tutto, perché lo switch degradato si comporta come un hub: la stessa anomalia è sia l'attacco sia il sintomo.
Conclusione
L’analisi dei pacchetti è l’abilità che unisce la serie: ogni attacco studiato lascia una traccia riconoscibile nel pcap, e un metodo ordinato — panoramica, conversazioni, filtro, flusso, conclusione — la trova senza affogare nei dati. È anche il modo più efficace per interiorizzare i protocolli: vederli, non leggerli.
Resta un ultimo passo: mettere insieme tutto in un ambiente permanente dove continuare a sperimentare. Il prossimo e ultimo capitolo costruisce l’homelab completo.
Prossimo nella serie: 11 · Un homelab per la sicurezza · Torna alla roadmap