La scelta che condiziona tutto
Prima di comprare qualsiasi attrezzo, scegli il modello. Un iPod sbagliato rende metà delle mod di questa serie impossibili o inutili: alcuni non si aprono senza romperli, altri hanno la memoria saldata, altri ancora hanno un chip audio che nessun upgrade migliora. La domanda giusta non è “quale iPod è più bello”, ma “quale accetta le mod che voglio fare”.
I quattro candidati
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Se vuoi massima capacità e autonomia, prendi un Classic. Se vuoi la migliore qualità audio di fabbrica, prendi un Video 5.5ª gen. Se vuoi un oggetto tascabile e un progetto rapido, il Mini. Il Nano e il Touch, per questa serie, lasciali stare.
Il dettaglio che gli audiofili cercano: il chip audio
Non tutti gli iPod suonano uguale, e la differenza è nel DAC (il convertitore digitale-analogico):
- iPod Video 5ª/5.5ª gen e Classic 6ª gen → chip Wolfson (WM87xx), considerato caldo e musicale.
- Classic 6.5ª e 7ª gen → chip Cirrus Logic, più neutro.
Non è una differenza enorme, e Rockbox più un buon ampli contano di più del chip. Ma se parti da zero e l’audio è la tua priorità, un Video 5.5ª gen è la scelta classica. Ne riparliamo nel capitolo sull’audio.
Leggere il modello prima di comprare
Gli annunci dell’usato sono pieni di descrizioni sbagliate. Verifica tu:
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Lo spessore conta per il modding: un Classic “thick” da 160 GB (6ª gen) ha più volume interno, quindi ci stanno batterie più capienti dopo aver tolto il disco. È spesso il modello più ambito.
Cosa accettare “rotto” nell’usato
Compra pure un iPod descritto come guasto, se il difetto è uno di questi — sono proprio ciò che andrai a sistemare:
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Evita invece chi ha schermo rotto a macchie (costa di più da trovare), scocca gonfia (batteria già esplosa dentro, possibile danno), o ossido da liquidi sulla logic board.
Conclusione
Classic per capacità e autonomia, Video 5.5 per l’audio, Mini per il progetto tascabile. Un iPod “guasto” per batteria o disco è l’affare migliore: quei guasti sono il punto di partenza di questa serie. Scelto il paziente, il primo gesto è imparare ad aprirlo senza rovinare i bordi — il teardown, prossimo capitolo.