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Zero Trust in pratica: la serie

Una serie in 20 capitoli per capire e costruire lo Zero Trust davvero: dai cinque principi NIST all'identità come perimetro, ZTNA, microsegmentazione, mTLS, policy as code e migrazione. Mappa e ordine di lettura.

Perché questa serie

“Zero Trust” è diventato un termine di marketing: ogni prodotto lo promette, pochi lo spiegano. Ma sotto il rumore c’è un cambiamento di paradigma concreto e verificabile — smettere di fidarsi della rete e iniziare a verificare ogni accesso, sempre, in base all’identità e al contesto. Questa serie in 20 capitoli smonta il concetto nei suoi pezzi reali e mostra come si costruisce, con esempi di configurazione e laboratori riproducibili. È il seguito naturale del post introduttivo Zero Trust Architecture.

Il filo del discorso

Lo Zero Trust non è un prodotto che si compra, ma un’architettura che si costruisce per strati. La serie segue questo ordine:

  flowchart TD
    P["Principi<br/>(cap. 01-02)"] --> I["Identità<br/>(cap. 03-04)"]
    I --> M["Motore delle policy<br/>(cap. 05)"]
    M --> R["Rete e accesso<br/>(cap. 06-08)"]
    R --> D["Dispositivi e privilegi<br/>(cap. 09-10)"]
    D --> W["Identità dei workload<br/>(cap. 11-14)"]
    W --> C["Verifica continua<br/>(cap. 15-16)"]
    C --> E["Estensioni: cloud, dati<br/>(cap. 17-18)"]
    E --> MIG["Migrazione<br/>(cap. 19)"]
    style P fill:#fde2e4,stroke:#e63946

I capitoli

Fondamenti

  • 01 — I cinque principi dello Zero Trust (NIST 800-207)
  • 02 — Oltre il perimetro: perché il modello castello-e-fossato non basta più

Identità

  • 03 — L’identità è il nuovo perimetro
  • 04 — MFA resistente al phishing (FIDO2/WebAuthn)
  • 05 — PDP e PEP: il motore che decide e applica le policy

Rete e accesso

  • 06 — Microsegmentazione nello Zero Trust
  • 07 — ZTNA: l’accesso oltre la VPN
  • 08 — SASE e Zero Trust

Dispositivi e privilegi

  • 09 — Device trust e postura degli endpoint
  • 10 — Least privilege e accesso Just-in-Time

Identità dei workload

  • 11 — L’identità dei workload con mTLS
  • 12 — SPIFFE e SPIRE
  • 13 — Service mesh e Zero Trust
  • 14 — Policy as code con OPA

Verifica e osservabilità

  • 15 — Verifica continua e accesso adattivo al rischio
  • 16 — Telemetria e analytics nello Zero Trust

Estensioni e percorso

  • 17 — Zero Trust nel cloud
  • 18 — Zero Trust per i dati
  • 19 — Migrare a Zero Trust: maturità, roadmap, errori comuni

Per chi è

Per chi progetta o amministra reti e sistemi e vuole capire lo Zero Trust oltre lo slogan: cosa significa in termini di identità, policy, segmentazione e verifica, e quali strumenti concreti lo realizzano. Ogni capitolo è autonomo ma costruisce sui precedenti; la lettura in ordine dà il quadro completo.

Convenzioni

Ogni capitolo ha una sezione Perché conta, lo sviluppo con diagrammi ed esempi, un Lab riproducibile e una domanda scomoda in fondo. Gli esempi privilegiano strumenti open source (FreeRADIUS, OPA, SPIRE, Istio/Linkerd, Open vSwitch) e ambienti di laboratorio containerlab.

Conclusione

Lo Zero Trust si capisce costruendolo. Questa serie parte dai principi e arriva alla migrazione, pezzo per pezzo, senza slogan. Si comincia dal prossimo capitolo: i cinque principi che definiscono cosa è davvero Zero Trust — e cosa non lo è.

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